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La Conferenza Unificata ha dato il via libera al nuovo modulo Cilas (Cila + Superbonus) per la comunicazione asseverata di inizio attività per avviare lavori legati al Superbonus 110, immediatamente pubblicato sul sito della Funzione pubblica che ha curato il coordinamento.

La misura contenuta nella legge di conversione del decreto Semplificazioni (DL 77/2021) rende effettivamente più semplici gli adempimenti per accedere alla maxi agevolazione fiscale a partire dal 5 agosto 2021.

Tra le diverse modifiche e correzioni giunte a seguito della conversione in legge, si evidenziano quelle relative al comma 13-ter ed all’inserimento dei due nuovi commi 13-quater e 13-quienquies che, in breve, prevedono un regime speciale sia edilizio che fiscale per gli interventi di Superbonus 110 che non prevedono interventi di demolizione e ricostruzione dell’intero edificio, anche se riguardano parti strutturali e prospetti, riconosciuti con la definizione di “manutenzione straordinaria“.

Una rivoluzione straordinaria e fondamentale alle pratiche destinate al Superbonus 110, l’agevolazione fiscale introdotta circa un anno fa per interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi di riduzione del rischio sismico, di installazione di impianti fotovoltaici nonché delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.

Tale provvedimento avrà diverse ricadute positive sia per i rapporti tra Pubbliche amministrazioni e cittadini e sia per le imprese e per tutti i professionisti coinvolti, dagli ingegneri ai geometri.

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Fin da subito, Comuni e Regioni hanno iniziato a dare indicazioni su come applicare le nuove regole, chiarendo ai loro uffici alcuni dubbi operativi.

La prospettiva è che si possano eliminare le lunghe attese per accedere alla documentazione degli archivi edilizi negli Enti preposti quali i Comuni (3 mesi in media per ogni immobile oggetto di verifica). Il Dipartimento della Funzione pubblica ha inoltre stimato che solo con l’eliminazione dell’attestazione di stato legittimo comporta un risparmio di spesa di almeno 110 milioni di euro, che possono essere reinvestiti in spesa produttiva, ossia in progettazione e realizzazione degli interventi.

Con il nuovo modulo Cilas occorrerà indicare se gli interventi sono agevolati dal Superbonus 110 specificando se sono finalizzati alla riqualificazione energetica o alla riduzione del rischio sismico. Tutte le variazioni in corso d’opera possono essere comunicate a fine lavori come integrazione della Cila già presentata.

Non è necessario il progetto grafico articolato, ossia il nuovo modulo richiede solo che si provveda a una descrizione analitica dell’intervento, eventualmente integrata con elaborati grafici. Per gli interventi in edilizia libera è invece sufficiente una sintetica descrizione degli interventi da realizzare. Non dovrà, nemmeno, essere più dichiarato lo stato legittimo dell’immobile, particolarmente complesso e oneroso, ma basterà che il progettista firmi una dichiarazione di conformità dell’intervento dove dovranno essere indicati gli estremi del titolo abilitativo che ha previsto la costruzione dell’immobile oggetto d’intervento o del provvedimento che ne ha consentito la legittimazione ovvero l’attestazione che la costruzione è stata completata in data antecedente al 1° settembre 1967.

Inoltre, terminati gli interventi edilizi non sarà necessario presentare la Segnalazione Certificata di Agibilità (SCA).

In base al Decreto Semplificazioni si possono perdere i vantaggi fiscali collegati al Superbonus 110% se: non si presenta la Cila; gli interventi effettuati risultino difformi rispetto a quanto indicato nel modulo unificato; non si presentano i dati relativi al titolo abilitativo o al periodo di costruzione dell’immobile.

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I numeri parlano chiaro, come pubblicato dall’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) sul proprio sito, alla fine del 31 agosto 2021 gli investimenti ammessi a detrazione grazie al Superbonus sono pari a circa 5,68 miliardi di euro con oltre 37 mila richieste depositate per l’apertura di cantieri. Le regioni che maggiormente hanno aderito sono Lombardia e Veneto ma occorre aggiungere che anche le regioni del Sud fanno la loro parte, difatti quattro regioni meridionali (Sicilia, Puglia, Campania e Calabria) figurano nella classifica tra le prime dieci.

L’enorme incremento degli ultimi mesi è sicuramente dovuto anche alle misure in materia di semplificazioni volute dal governo. Le modifiche apportate all’articolo 119 del decreto legge n 34/2020, il cosiddetto Decreto Rilancio, che ha introdotto la disciplina del Superbonus 110, riguardano principalmente: gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche; l’estensione dei benefici del Superbonus 110 alle categorie catastali B/1, B/2 e D/4 (collegi, convitti, educandati, ricovi, orfanotrofi, seminari, conventi, caserme, case di cura e ospedali); la comunicazione della CILA sostituita dalla CILA semplificata la quale consentirà l’avvio dei lavori per i quali non serve più l’attestazione dello stato legittimo dell’immobile; la deroga distanze del cappotto termico; il cambio di residenza (30 mesi di tempo anziché 18 mesi).

Le novità introdotte dalla legge di Bilancio 2021 (n.77/2021) non ha solo ampliato i benefici a nuovi interventi e soggetti finali ma ha, anche, esteso la durata delle detrazioni fiscali. Difatti per taluni bonus i termini di scadenza oscillano dal 31 dicembre 2021 (per la grande maggioranza) al 31 dicembre 2023. In attesa che la prossima Legge di Bilancio, eventualmente, preveda la proroga per alcuni di essi.

D’altra parte i bonus edilizi spettanti a fronte di lavori eseguiti su edifici esistenti è abbastanza appetibile, vista la possibilità di eseguire lavori di ristrutturazione a costo zero. Infatti si va dal superbonus 110% al bonus facciate 90%; dal bonus ristrutturazione 50% all’Ecobonus 50% – 65%; dal bonus mobili 50% al bonus verde 36% ed infine al Sismabonus 50% – 85%.

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Questa è un’opportunità che sta inducendo sempre più persone a rivolgersi a esperti del settore per riuscire a riqualificare e migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione.  Occorre evidenziare che a parte il rilancio del settore edile e di tutto il comparto, il contributo dà la possibilità a chi sceglie di effettuare lavori che permettano di abbassare di due classi energetiche le prestazioni della propria casa, di fruire della detrazione scegliendo tra due modalità: cessione del credito che prevede che il contribuente ceda il credito d’imposta maturato in cambio del pagamento. Il credito può essere ceduto alla banca, ad un’impresa di assicurazione o all’azienda che ha effettuato i lavori; lo sconto in fattura che consente al contribuente di beneficiare immediatamente del bonus ed è responsabilità dell’impresa applicare lo sconto.

Possibilità, questa, prevista anche per il Bonus Ristrutturazioni, il Sismabonus e per gli interventi agevolabili al 110%.

Dal punto di vista abitativo e per coloro che abitano nell’abitazione il vantaggio è in termini di consumi ed efficienza energetica con un notevole abbattimento dei costi dell’energia per riscaldare e raffreddare gli ambienti ed inoltre nelle aree alto rischio sismico sarà possibile, attraverso l’incentivo, mettere in sicurezza il proprio edificio.

Ritornando ai numeri il totale degli investimenti per lavori conclusi ammessi a detrazione (pari al 68,8%) è di 3,91 miliardi. L’onere a carico dello Stato per le detrazioni supera i 10,5 miliardi. In riferimento ai dati di Enea l’investimento medio è di 547.191 euro per i condomini, 98.264 euro per edifici unifamiliari e 87.833 euro per le unità immobiliari indipendenti.

Per cui il Superbonus è decollato e piace agli italiani e in tal senso in numeri ne danno conferma.

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